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La testimonianza dell’amico Prof. Luigi Frigerio

La testimonianza dell’amico Prof. Luigi Frigerio

Pubblichiamo la testimonianza dell’amico Prof. Luigi Frigerio che si è trovato improvvisamente dall’altra parte della barricata, colpito dal virus mentre curava, nel momento più drammatico per Bergamo, l’ondata inarrestabile di persone colpite dal Covid19.

«Caro David, che dire di fronte a questo flagello inatteso?

Sono stato anch’io colpito dalla polmonite che mi ha portato dall’altra parte della barricata.

La vicinanza di tanti amici, la bravura di quelli che mi curano e la fiducia in colei che chiamiamo Salus infirmorum mi ha impedito di cadere nello spavento. In questo letto di ospedale, mentre scorre l’ossigeno che mi consente di resistere, prego per tanti medici e amici che in rianimazione stanno lottando per la vita.

Sì, questo è il nostro compito sempre! Il Dipartimento materno-infantile e pediatrico del Papa Giovanni XXIII di Bergamo sta reggendo l’onda d’urto e abbiamo stabilito in tempo un percorso covid19 che tutela mamma e bambino.

Stando nel letto dell’ospedale ho capito in questi giorni che la fede è come il coraggio. Uno mica se lo può dare da sé! Eppure la fede alimenta il coraggio perché non ti senti solo. Quando siamo soli, siamo timorosi e spaventati. La vicinanza degli altri, specialmente quella di un Altro, non toglie il dolore fisico ma toglie la solitudine che genera angoscia. Tornano alla mente le parole di Benedetto XVI nella “Caritas in Veritate” dove afferma che “la crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità”.

Questa del virus è una prova per un bene più grande. Forse è l’occasione per ripensare alle certezze che ci hanno fatto credere di essere diventati i padroni del mondo! Ma non è così.

Un caro saluto, Luigi Frigerio»

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