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Misericordia e penitenza

Un'audace omelia di Lorenzo da Novara (425-440)

23,00

Dettagli

 Autore: Marco Canali  Pagine: 390  Formato: 24x15,5cm  ISBN: 9788868794026

RASSEGNA STAMPA

L’opera omiletica di Lorenzo di Novara (425-440), a lungo oggetto di controversa attribuzione, viene ripercorsa con una duplice analisi: storico-critica e letterario-teologica. La prima riprende tutti i filoni d’indagine, desunti dalla critica paleografica, filologica, agiografica, monumentale e storica, che ruotano attorno alla figura dell’autore delle omelie, dando voce agli studi finora compiuti e guadagnando nuovi risultati sull’autore, sull’opera e sul suo contesto nord italiano. La seconda mostra l’originalità teologica dell’omelia del vescovo Lorenzo, audace nella sua proposta di un itinerario penitenziale/sacramentale del battezzato peccatore. Il vescovo Lorenzo, nella sua omelia, non compie tanto non un’azione moralizzatrice, ma propugna una radicale evangelizzazione delle coscienze. È un esempio pastorale intrigante ancora oggi nell’analisi dell’aspetto antropologico del cammino penitenziale, senza soccombere ai marosi della scristianizzazione. La figura di questo vescovo novarese, non ancora conosciuto pienamente, si rivela così ancora attuale e audace.

COD: item1006 Categoria: Collana: Product ID: 2868

Descrizione

L’opera omiletica di Lorenzo di Novara (425-440), a lungo oggetto di controversa attribuzione, viene ripercorsa con una duplice analisi: storico-critica e letterario-teologica. La prima riprende tutti i filoni d’indagine, desunti dalla critica paleografica, filologica, agiografica, monumentale e storica, che ruotano attorno alla figura dell’autore delle omelie, dando voce agli studi finora compiuti e guadagnando nuovi risultati sull’autore, sull’opera e sul suo contesto nord italiano. La seconda mostra l’originalità teologica dell’omelia del vescovo Lorenzo, audace nella sua proposta di un itinerario penitenziale/sacramentale del battezzato peccatore. Il vescovo Lorenzo, nella sua omelia, non compie tanto non un’azione moralizzatrice, ma propugna una radicale evangelizzazione delle coscienze. È un esempio pastorale intrigante ancora oggi nell’analisi dell’aspetto antropologico del cammino penitenziale, senza soccombere ai marosi della scristianizzazione. La figura di questo vescovo novarese, non ancora conosciuto pienamente, si rivela così ancora attuale e audace.