Descrizione
A sessant’anni dalla chiusura del Vaticano II, l’autore propone una riflessione profonda che analizza l’evento conciliare da prospettive singolari e necessarie per coglierne l’autentico equilibrio. Attraverso l’esame del magistero di Giovanni XXIII e Paolo VI e della natura “pastorale” dell’Assise, il volume indaga il delicato passaggio dal rinnovamento del linguaggio alla custodia del dogma. Il testo non intende sminuire la portata del Concilio, ma analizzare criticamente quel processo che, talvolta distaccandosi dalle direttive autentiche della Chiesa, ha favorito derive secolaristiche e indisciplina.
Con rigore teologico, Finotti invita a riscoprire la continuità del magistero perenne, proponendo un ritorno alla “sana dottrina” per superare le ambiguità del post-concilio. Un’opera essenziale per chi desidera comprendere il vero volto del Concilio e ritrovare il primato di Dio e del culto sacro nella vita cristiana.
Enrico Finotti (Rovereto 1953) è presbitero dell’arcidiocesi di Trento dal 1978. Ha ottenuto la licenza in Teologia liturgica presso la Pontificia Università della Santa Croce. È stato parroco in diverse parrocchie e ha collaborato con l’Ufficio Liturgico Diocesano. Dirige la rivista Liturgia culmen et fons. Tiene la rubrica mensile su Radio Maria Gli insegnamenti del Concilio Vaticano II. Ha pubblicato varie opere, tra quali: La centralità della liturgia nella storia della salvezza (Fede&Cultura 2010); La liturgia romana nella sua continuità (Sugarco 2011); Vaticano II 50 anni dopo (Fede&Cultura 2012); La dottrina del Concilio (Leonardo da Vinci 2018); Il liturgista risponde (Chorabooks 2018); Il munusdocendi nell’ordinazione episcopale (Fede&Cultura 2024); La sacra liturgia (Cantagalli 2025).
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