Descrizione
Alla fine del IV secolo, Girolamo decise di tradurre l’Antico Testamento in latino dai manoscritti ebraici a lui disponibili, e non dal testo greco “tradizionale”. Questo fatto provocò la reazione di Agostino, il quale riteneva che la traduzione greca della Settanta dovesse essere il punto di partenza per ogni traduzione, poiché godeva dell’autorità degli apostoli. Le due grandi figure dell’Occidente latino si confrontarono in un dibattito dialettico in cui si delineavano chiaramente i due principi in tensione che hanno determinato l’accoglienza del testo biblico fino ai nostri tempi: il valore del testo “originale” (Hebraicaveritas) e l’autorità del testo recepito dalla Chiesa (Septuagintaauctoritas). Di fronte a questa “battaglia” si pongono alcune questioni molto attuali: È possibile parlare di un testo canonico dell’Antico Testamento? In quale lingua si trova quel testo? Su quale testo dovrebbero basarsi le nostre traduzioni liturgiche? Esiste un testo “originale” della Bibbia? Può una versione antica diventare superiore al testo che traduce? Qual è il valore della Settanta?
Ignacio Carbajosa (Cartagena, 1967) è sacerdote della diocesi di Madrid. È dottore in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico (Roma). Attualmente è professore ordinario di Antico Testamento all’Università San Dámaso di Madrid e decano della Facoltà di Teologia. Fa parte del comitato di redazione delle riviste Vetus Testamentum, Textuse EstudiosBíblicos. È membro della Society of Biblical Literature, della International Organization for Septuagint and Cognate Studies e della AsociaciónBíblicaEspañola. I suoi campi di interesse sono la critica testuale e le versioni antiche della Bibbia.
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